“Racconti Fotografici” Numero 240: intervista a Vincenzo Terracciano

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 240° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Vincenzo Terracciano, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Ciao, mi chiamo Vincenzo ho 61 anni e da tempo vivo a Bologna.

Mi sono avvicinato alla fotografia nel lontano 1980 nell’era dell’analogico, scattavo con pellicola a colori e bianco e nero poi scoprii il magico mondo del Cibachrome e fu tutta un’altra storia. Dal 2020 sono passato al digitale  e mi i ritengo un appassionato di immagini.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Come tutti i bambini cambiavo spesso idea sul mio da farsi da grande poi la vita ti porta a fare delle scelte obbligate ma sono soddisfatto del lavoro che faccio, tutto sommato è legato ad immagini anche se ottenute con radiofarmaci: sono un tecnico di radiologia medico

La prima foto che hai scattato?

L’ho scattata con la mia prima reflex comprata  dopo anni di risparmio : una Yashica fx D quartz  con un bellissimo Tesser 45mm Zeiss

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

Appena mi sono approcciato alla fotografia subito mi ha colpito Fontana coi suoi stupendi colori e per il bianco e nero A. Adams con il suo sistema zonale. Più che ispirarmi diciamo che mi piace studiare i grandi maestri della fotografia da Ghirri, Basilico, Jodice, Salgado……

Cosa non è per te la fotografia ?

Non è banalità

per me chiunque scatta una foto lo fa con cognizione di causa , lo fa perché in quel momento sente qualcosa dentro che lo spinge a catturare quell’attimo, che poi sia uno scatto che possa piacere o meno è un altro discorso

Qual e` la sfida di ogni scatto?

É riuscire a riprodurre esattamente  sul sensore   quello che abbiamo pre visualizzato nella nostra mente. Non è così scontato.

Che cos’è la curiosità?

É l’istinto che nasce dal desiderio di conoscere qualcosa, chi non è curioso non cresce in tutti i sensi.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Mi piacerebbe tantissimo fotografare i paesaggi spettacolari  dell’Islanda

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Recentemente mi sono riavvicinato all’analogico, ho riscoperto la polaroid e il foro stenopeico sto cercando di costruire qualcosa

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Come  già detto non mi ritengo un fotografo ma un appassionato della fotografia, fin dall’inizio sono stato autodidatta seguendo i consigli degli amici già esperti sfogliando nel corso degli anni migliaia di riviste del settore, nell’era del web confrontandomi  in rete e facendo parte di un circolo fotografico del mio paese. Sono tutte cose che sembrano banali ma aiutano  a far risaltare i difetti gli errori e   migliorarsi

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Il costo  economico da sostenere per pellicole  e stampe. Oggi col digitale è più semplice.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Ho visto pubblicare più di una volta miei scatti su di una famosa rivista fotografica la prima che ho iniziato a comprare tantissimi anni fa, mi ha reso molto felice.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Idee chiare e tanta pazienza

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Ultimamente mi sono appassionato alla cosiddetta fotografia di strada  e  di norma sono foto rubate spesso però mi capita di avvicinarmi al soggetto ripreso spiegargli il motivo dello scatto mostrandoglielo e chiedendogli se ha piacere che possa essere utilizzato per eventuali mostre pubblicazioni in rete eccc…

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Sono ancora alla ricerca di un mio stile e tornando alla street photography seguo molto alcuni grandi del settore da Webb, Fan Ho,  Meyerowitz,  Matteo Sigolo,  Alex Liverani, Federico  Borella ……

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Oggi tutti hanno un telefonino si scattano migliaia e migliaia di foto che si riversano in rete e tutti ci sentiamo dei grandi fotografi anche quelli che non hanno mai toccato una vera macchina fotografica. La fotografia non è fare click è sentimento.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Ricordo che ero in vacanza in Inghilterra del sud con  la mia famiglia durante  un’ escursione in un bosco mi allontanai perché  avevo notato una scena da immortalare assolutamente, il greto di un fiume sotto una luce bellissima che filtrava tra le foglie, per trovare il punto di vista  migliore scesi fino all’acqua avevo però le scarpetta da ginnastica, scivolone sui ciottoli bagnati bagno nel fiume riuscii miracolosamente a salvare la camera la foto non la feci mi rimase impressa nella mente.

 

 

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