“Racconti Fotografici” Numero 295: intervista a Francesco Pennisi

Bentornati a “Racconti Fotografici” . Eccoci alla 295° edizione: oggi intervistiamo il fotografo Francesco Pennisi, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Francesco Pennisi, Ciccio per chi mi conosce così tanto da ritenermi suo amico. Sono nato…ehm.. classe 1977…bè annata doc no? Abito proprio vicino al mare in una costa siciliana teatro dei Malavoglia dove i Faraglioni predominano sul territorio. Di catturare certi istanti ne ho fatto il mio angolo di serenità….dove è la mia reflex che comanda e non io.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Bè da piccolo sognavo chissà quale futuro pieno di scoperte e fascino…ed alla fine, forse, la fotografia mi ha regalato il mio mondo come lo immaginavo da piccolo…o come vorrei fosse davvero.

La prima foto che hai scattato?

Ricordo presi in mano una vecchia Reflex Canon 400D comprata di seconda mano e tutto felice mi ritagliai uno spazio di tempo, tra un impegno lavorativo e l’altro, alla volta della spiaggia dove, tutto fiero e sicuro di ciò che stavo per fare, premevo il click di una macchina fotografica che neanche sapevo tenere in mano e quei gabbiani che immortalai se la ridevano.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

Potrei fare nomi autorevoli a livello internazionale ma…ho letto di loro solo al fine di studiare e documentarmi ma poi, dietro al mirino della mia macchina, non cerco nulla e non voglio copiare nessuna tecnica ma solo portare a casa un ricordo indelebile su carta di un momento che mi ha emozionato e che ho voluto fare mio.

Cosa non è per te la fotografia ?

Non è la ricerca della perfezione, non è la quotidianità scontata…non è la presunzione di portare a casa necessariamente lo scatto…

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Cercare di mettere in tasca quell’emozione che si prova quando ti trovi proprio li…in quel momento a vivere quella sensazione, quel posto…quei profumi.

Che cos’è la curiosità?

La voglia di non fermarsi all’apparenza, guardare ciò che hai davanti da tante angolazioni…anche le più impensate che poi sono quelle che regalano i migliori scatti.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare.

Adoro fotografare ciò che non ho mai visto. Non bisogna poi allontanarsi così tanto per trovare sempre nuove emozioni. Le emozioni le trovi anche dietro l’angolo di casa tua e, se proprio dovessi scegliere, allora sceglierei di poter fotografare l’aurora boreale.

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Vorrei poter lavorare di più alla scoperta della mia Sicilia….diciamo che sto mettendo le bandierine lungo la mia cartina geografica tutta sicula.

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Non sono un fotografo ma mi definisco solo un amatore di un hobby davvero magico. Ho iniziato circa 6 anni fa da autodidatta seguendo corsi e video sui social, portando con me sempre la borsa con la reflex, smanettando molto sul web e poi, assetato di conoscere sempre più, ho iniziato a seguire diversi corsi di composizione e post-produzione partecipando di presenza.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Ho subito iniziato a scattare in “M” (scattare in Raw) proprio per capire come si faceva a “guidare” la macchina e gli errori sono stati, credo, quelli di chiunque altro si metta  da neopatentato dietro il mirino della reflex.

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

La pazienza e la gioia degli amici che, già fotografi, mi portavano con loro a scattare ed a spiegarmi dove e come guardare.

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

L’attimo giusto, il “click” perfetto non va ricercato ma, se hai pazienza e voglia di scoprire, lo troverai proprio davanti a te quando meno te l’aspetti.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Deve essere un rapporto di complicità, di intimità caratteriale…lo scatto va riprodotto assieme senza che ci sia nessun direttore dei lavori tra me e chi ritraggo.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Prediligo soprattutto la Landscape e la Street, due tipologie di scatti che non vanno studiate né composte ma che sono li…aspettano solo d’essere scoperte.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Vorrei poter dedicare molto più tempo alla mia passione ma il lavoro mi ruba gran parte del giorno…e non solo.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Durante un’escursione con un mio caro amico/fotografo ci imbattemmo alla ricerca di una cascata nell’entroterra siciliano partendo alla volta di una spedizione che ci vide marciare lungo sentieri paludosi e sterrati per non più di un’ora. Di fatto non conoscevamo appieno il sentiero ma fin qui nessuna sorpresa fin quando, tirati fuori da un corso d’acqua gli scarponi da trekking che indossavo…ecco che le suole scollatasi completamente iniziavano a prender vita propria ed a proseguire lungo il corso d’acqua ed io che, oramai senza più protezione alle piante dei piedi, tentavo invano di raggiungerle. Morale? Controllate sempre l’attrezzatura prima di intraprendere una nuova avventura non limitandovi solo a ricaricare le batterie della vostra reflex come il sottoscritto 😉

Buona luce a tutti!!!

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