“Racconti Fotografici” Numero 36: intervista a Fabrizio Micalizzi

Cari Lettori, eccoci alla 36° edizione di “Racconti Fotografici”. Questa edizione è dedicata a Fabrizio Micalizzi, che ci racconta la sua fotografia attraverso parole e immagini. Buona Lettura

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono?

Fabrizio Micalizzi, nasce a Messina il 27 Agosto 1986.

Sin da piccolo, grazie alla sua inventiva determinata da un oggettivo dono di natura, è capace di esprimersi mediante il linguaggio visivo e attraverso il disegno.

Nel 1998 frequenta le scuole medie e partecipa al concorso “Vi disegno la mia Città” dove vince il Premio Nazionale di Educazione Artistica e riceve l’Attestato di Eccellenza per il particolare merito artistico dell’opera selezionata.

Considerate le sue attitudini è consigliato dagli insegnanti ad iscriversi in una scuola media superiore specifica dove possa coltivare le sue capacità artistiche.

Nel 2000 si iscrive e frequenta l’Istituto Artistico “Ernesto Basile” dove è nelle condizioni di sviluppare la sua creatività nei laboratori artistici, tra cui, quello orafo. Acquisisce altresì, una maggiore esperienza nel disegno, in particolar modo in quello tecnico/geometrico.

Nel 2003 si diploma e diventa Maestro d’Arte nella sezione “Arte dei Metalli e dell’Oreficeria”.

Nel 2005 conclude gli studi superiori superando l’esame di stato del corso di studio di “Istruzione di Arte applicata dei Metalli e dell’Oreficeria”.

Nel 2006 si iscrive presso l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria al corso di laurea in “Scienze dell’Architettura”. Ivi impara a conoscere ed a utilizzare i più importanti e noti programmi di grafica raster/vettoriale nei vari laboratori di disegno. Acquisisce, inoltre, esperienza fotografica che diventa vera e propria passione.

Nel 2010, per problemi di forza maggiore, abbandona a suo malgrado gli studi universitari. Tuttavia continua ad utilizzare le sue capacità addentrandosi sempre più nel mondo della fotografia anche attraverso studi da autodidatta.

Da Settembre 2014 a Febbraio 2015  prende parte al progetto “Youth at Work – Gioventù a Lavoro” promosso dal Comune di Messina, curando le fasi di scrittura del soggetto, regia e montaggio di 3 Spot pubblicitari.

Luglio 2016, dopo aver frequentato un Corso di Formazione di 980 ore, si qualifica Professionalmente nel mondo del Web Designer e della Grafica Pubblicitaria.

Esploratore e amante naturalistico, è appassionato di scatti a lunghe esposizioni, di foto paesaggistiche e panorami notturni/stellati.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo sognavo di fare l’artista, infatti sin da piccolo sono stato capace di esprimermi attraverso il disegno, mi piaceva l’idea della creatività, dell’essere creativo.

La prima foto che hai scattato?

Chissà quale sia stata, troppo piccolo da poterla ricordare ma di sicuro, scattata con la Kodak Retinette IB del 1962, di mio padre. Tutt’ora funzionante.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché?

Un fotografo che stimo molto è Michael Shainblum, un grande artista di fotografia paesaggistica/notturna. I suoi lavori mi lasciano con il fiato sospeso, forse perché amo questo genere di fotografia.

Cosa non è per te la fotografia?

La fotografia non è quella concezione di effettuare degli scatti per mettersi in competizione con qualcuno. Vedo che sui vari Social Network c’è molta competizione, competizione che porta spesse volte a sentirsi migliore di qualcuno, al non essere umili e sentirsi il miglior fotografo al mondo. No, la fotografia non è questa. La fotografia non è competizione.

Qual è la sfida di ogni scatto?

La sfida di ogni scatto è di riuscire ad imprimere sul sensore un attimo che non si ripeterà mai più. Riuscire a cogliere attimi insoliti, attimi che riescano a far emozionare l’occhio dell’osservatore.

Che cos’è la curiosità?

La curiosità è andare ad esplorare qualcosa che non si conosce, qualcosa che ti intriga.

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?

Mi piacerebbe fotografare una Supercella Temporalesca con fulmine in America. Ho avuto l’occasione per poterlo fare ma per causa di forza maggiore ho dovuto rinunciare.

Credo però che il mio sogno più grande è proprio quello di poter andare in Islanda e poter fotografare l’Aurora Boreale, credo si tratti di un viaggio obbligatorio per ogni fotografo.

Qual è il tuo prossimo progetto?

Il mio prossimo progetto sarà quello di realizzare un portfolio personale che racconti “La vita di Montagna nel Parco dei Nebrodi, in Sicilia”. Ho già realizzato qualche scatto interessante e sto archiviando il tutto per poi fare una selezione mirata. Mi occorrerà ancora del tempo…

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Le tappe che ho attraversato per diventare il fotografo che sono oggi sono state sicuramente quelle dei vari studi da autodidatta accostate alle applicazioni sul campo. Osservare attraverso il mirino della macchina fotografica, componendo le inquadrature facendo sempre riferimento alla famosa regola dei terzi. Sicuramente, conoscere e saper utilizzare i Software di Post Produzione e soprattutto, l’amore verso questa bellissima passione quale la fotografia.

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Durante il mio percorso non ho incontrato grosse difficoltà, si dice che “volere è potere” e se si vuole raggiungere il proprio obiettivo basta impegnarsi. Quello che vi consiglio vivamente è di lasciar perdere chi vi dirà: Non ce la farai mai… 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Per poter cogliere l’attimo giusto è necessario avere tanta pazienza e perseveranza in quello che si sta tentando di fotografare, ci cono delle realizzazioni di fotografie che vanno ben oltre il semplice Click!

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Il rapporto che cerco di instaurare con i soggetti che fotografo sicuramente è quello basato sul rispetto di ognuno di essi. Che siano paesaggi o persone, mi piace conoscere la storia che c’è dietro ad ognuno di loro. Mi piace documentarmi su ciò/chi sto andando a fotografare.

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Sin da quando ero piccolo i miei genitori mi portavano a fare le passeggiate in montagna, mi hanno sempre inculcato il rispetto e l’amore per essa, sono veramente felice di aver ricevuto questa impartizione. Il mio stile fotografico sicuramente lo ha influenzato la Natura, il paesaggio. Osservare attentamente ciò che ci circonda è fondamentale, se poi si aggiunge l’amore verso ciò che si vuole riuscire a fare il gioco è fatto.

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?

Un problema che oggi riscontro nel fotografare è che quando inizio non la smetto più… per fortuna le batterie si scaricano e occorre ricaricarle.

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

16 Febbraio 2014, con i miei compagni d’avventura decidemmo di andare a fotografare l’eruzione dell’Etna da Monte Zoccolaro. Dopo un Trekking di qualche km arriviamo in vetta, la stanchezza fu ripagata dallo spettacolo che ci trovammo di fronte, ma la ciliegina sulla torta fu quella di aver trascorso l’intera notte insieme ad una bellissima Volpe. L’eruzione a quel punto passò in secondo piano, era una Volpe giovane, bellissima. Iniziammo così a fotografarla e filmarla, proprio così… a filmarla con il mio Smartphone che appoggiai per terra per qualche minuto, che a saperlo non l’avessi mai fatto! …in quanto bastò un suo movimento furtivo che lo addentò e se lo portò via con se tra la fitta vegetazione, il tutto mentre il video era ancora su REC 😀 alla fine dopo il folle inseguimento le gridai contro: NOOO! LASCIALO!! …per fortuna lasciò la “preda” e riuscii a recuperarla. Ogni tanto riguardo il filmato e mi vien da ridere… fu una bellissima esperienza, andata a buon fine!!!

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