“Racconti Fotografici” Numero 49: intervista a Massimiliano Franco

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 49° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Massimiliano Franco, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Buongiorno a tutti,

Il mio nome è MASSIMILIANO FRANCO, romano classe 1975. Fin da ragazzo la fotografia mi ha sempre affascinato e non so ancora se sia stato io a scegliere la fotografia o se piuttosto sia stata lei a rapirmi. In questi anni mi sono documentato, ho sperimentato, affinando le varie tecniche ed oggi, a distanza di 20 anni, posso dire di preferire il reportage “geografico/turistico” e soprattutto la fotografia di paesaggio o “landscape photography” … perché? …. perche mi permette di godermi il momento prima dello scatto in assoluta armonia con l’ambiente che ho intorno a me.  La fotografia di paesaggio riesce a trasportarmi verso un momento di assoluta riflessione. Mi piace rimanere, dopo aver trovato la giusta inquadratura, ad aspettare il momento e la fotografia notturna o “nightscape photography” è la massima sua espressione. L’unico problema è che si fotografa ad orari impossibili, con  climi a volte non sempre favorevoli. La fotografia notturna secondo il mio modesto parere e’ molto piu’ complessa rispetto a quella diurna, particolarmente difficoltosa e molto tecnica. Adoro più la fase di pianificazione con i vari sopralluoghi alla ricerca del posto migliore per fotografare che la sessione vera e propria. Il più delle volte si torna a casa senza aver impresso sulla scheda di memoria un file degno di essere tenuto o stampato ma comunque pronti a ripeterla alla successiva occasione.

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo ero un grande sognatore … e a pensarci bene lo sono ancora … non avevo nulla di focalizzato a quanto ricordo … una cosa la so .. tra i sogni che volevo realizzare uno l’ho realizzato entrando a far parte di un associazione fotografica abbastanza conosciuta a Roma, il cui nome è “la compagnia della foto” che opera soprattutto su territorio regionale e a me ha affidato la parte riguardante la fotografia paesaggistica (didattica e workshop). Oltre all’insegnamento da un paio di anni stiamo, con una certa soddisfazione, promuovendo un paio di viaggi fotografici all’anno aperti a tutti gli appassionati fotografi in Giappone in quanto, i fotografi che ne fanno parte (in tutto siamo 5), ne sono amanti e conoscitori (compreso il sottoscritto in totale sono stati una ventina i viaggi da noi fatti nella Terra del Sol Levante).

 

La prima foto che hai scattato?

Dovrei sicuramente tornare indietro nel tempo … ma di preciso non ricordo quando  … mio padre aveva una macchina fotografica a pellicola quando io e mia sorella eravamo ancora dei ragazzini (all’incirca 35 anni fa) e ricordo di avermela fatta usare ogni tanto per fotografare mia madre e mia sorella quando eravamo al parco … non so con quali risultati però ^_^

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè?

Come fotografi paesaggisti mi piacciono molto i lavori di MAURIZIO PIGNOTTI, quelli di VINCENZO MAZZA, di FORTUNATO GATTO e di VIERI BOTTAZZINI.

A livello internazionale primis fra tutti come non citare il grande SALGADO, LINCOLN HARRISON (vi consiglio per chi non lo conoscesse di vedere qualche suo lavoro), il fotografo greco VASSILIS TANGOULIS (i suoi bianco e nero sono a dir poco spettacolari) e MICHAEL SHAINBLUM (per chi non lo conoscesse ha scattato, all’ultima eclissi di sole di poche settimane fa, alcune delle foto più belle che abbiamo mai visto e queste hanno fatto il giro del mondo). Mi piace molto anche MONIKA BULAJ (di Varsavia) fotografa, reporter e documentarista di cui ho alcuni suoi libri molto interessanti. Mi fermo altrimenti rischio di annoiare …

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Vorrei sempre che il mio scatto aggiungesse un qualcosa in più alla realtà anche se, non tutti sanno, la fotografia è “BUGIA”. Vorrei che le mie foto trasmettessero autenticità, emozione e semplicità.

 

Che cos’e` la curiosita`?

Faccio mia una frase di Marcel Proust:  “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi” ..    ed è, secondo me, quel qualcosa in più che ti permette alla fine di fare uno scatto migliore rispetto a qualcun’altro. E’, soprattutto per un fotografo paesaggista, il fare quel passo in più, è il cercare un angolo di vista differente, che ti permetta di vedere dietro l’angolo piuttosto che fermarti alla prima location, ed “accontentarti” del primo scatto o della prima inquadratura.

Proprio per via della mia curiosità anni fa, dopo aver visto alcune foto fatte all’infrarosso, decisi di documentarmi e alla fine appassionatomi alla tecnica, decisi di modificarmi, da solo, una reflex Nikon D70s togliendo il filtro passa basso sopra il sensone e applicandocene un’altro per catturare le frequenze IR (uso un filtro a 720nm) e che tutt’ora utilizzo per questo genere fotografico.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

E’ una domanda difficile … insiema all’associazione di cui faccio parte stiamo organizzando un viaggio in Birmania per documentare la vita dei monaci e dei villaggi della regione inizi dell’anno prossimo. Sogno anche, un giorno, di riuscire a fotografare il monte Fuji in notturna con l’arco galattico sopra di esso che fa da cornice al monte stesso. In ultimo, da paesaggista, vorrei poter riprendere un giorno l’aurora boreale e farne una mostra personale.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Ne ho alcuni in mente e altri già formati e che continuo a alimentare scattando nuove fotografie.

Attualmente ne ho 2 a cui, appena i miei impegni lavorativi me lo permetteranno, cercherò di dedicarmici.

– Dopo gli ultimi eventi che hanno colpito le popolazioni di Umbria e Marche vorrei, insieme ai soci dell’associazione o a chi si sentirà di farlo, organizzare un progetto fotografico a medio termine con lo scopo di raccogliere fondi per queste popolazioni. I borghi laziali saranno il focus del progetto …  Vorrei fotografarli in modo da poter mantenere viva anche l’attenzione sui nostri bellissimi borghi che oggi, purtroppo, stanno morendo e farne una mostra fotografica (attualmente in una location da cercare sponsorizzata spero dalla Regione Lazio) ed il ricavato vorrei andasse interamente devoluto alle popolazioni colpite o per acquistare beni materiali come giocattoli per i bambini.

– L’altro progetto è sempre relativo ad un qualcosa che nella mia città sta morendo .. Sto parlando dei vecchi mestieri romani, lavori manuali che la tecnologia e/o i giovani non amano più fare.  Vorrei contattare tutte le botteghe storiche romane per poterle fotografare e farne, finito il progetto, una mostra in collaborazione con le associazioni storiche e la confartigianato.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Sono sempre stato un viaggiatore …. Io non fotografo un viaggio ma viaggio per fotografare. E’ sempre stato così da quel che ricordo .. è tutto in funzione di esso. Ho, nel corso degli anni solamente affinato la tecnica e ammodernato l’attrezzatura, mi sono sempre documentato molto e come ripeto sempre, ho sempre guardato con occhio critico le mie fotografie e quelle di fotografi affermati.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Difficoltà ne ho avute soprattutto per i limiti dovuti all’attrezzatura che avevo tempo fa. Amante delle fotografie notturne macchine e obiettivi che avevo non mi hanno mai permesso di avere qualità fotografica tale da esserne soddisfatto. Negli ultimi anni il rinnovo dell’attrezzatura mi ha permesso di avere buoni risultati.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Essere soprattutto conoscitore della materia e dell’apparecchio che si ha tra le mani e, soprattutto, credo che si debba avere un occhio allenato e critico. Si può studiare la tecnica e la composizione visiva ma sono dell’idea che se non hai un, passatemi il termine “occhio foografico”,  la foto che farai sarà senza una sua anima.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Non sono un amante del ritratto, preferisco se devo scattare fare reportage. In quel caso cerco di non scattare subito. Mi piace vedere la scena e godermela, cercare nel mio piccolo di interagire, per esempio se sono dentro una bottega cerco di parlare con l’artigiano cercando di rompere il ghiaccio, essendo curioso chiedo molto così, quando alla fine voglio scattare qualche foto basta chiederglielo gentilmente e loro non mi potranno dire di no ^_^

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Sicuramente l’avvento di Internet e dei Social Network mi hanno letteralmente catapultato in foto/tecniche prima a me del tutto sconosciute .. Passare dal vedere solo poche foto ad esempio ad una mostra o su un libro, a vederne migliaia sparse per il Web, beh chi non sarebbe stato influenzato da questo?. Un esempio su tutti … mi ricordo la prima foto che vidi di uno startrail. Rimasi letteralmente a bocca aperta e per giorni la mente tornava sempre a quella foto. La curiosità poi ha fatto il resto.

 

Di seguito dove trovarmi:

FB :         //www.facebook.com/Massimiliano-Franco-Photographer-529549933894942/

500px  :  //500px.com/massimilianofranco75

flickr  :    //www.flickr.com/photos/massimilianofranco/

instagram :   //www.instagram.com/massimilianoo_75/

 

E’ doveroso anche un ringraziamento alll’Associazione Nazionale Domiad Photo Network per l’opportunità che mi ha concesso. Grazie mille a Domenico per l’opportunità avendo visto solo alcune mie foto pubblicate sui suoi circuiti.

 

 

 

 

 

 

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