“Racconti Fotografici” Numero 80: intervista a Graziano Cannoletta

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 80° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Graziano Cannoletta, buona lettura.

Ti puoi presentare agli amici che ancora non ti conoscono?

Mi chiamo Graziano ho 54 anni vivo in provincia di Lecce, non sono un fotografo professionista  ma nutro una passione smisurata nell’eseguire un click.

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Da piccolo sognavo di fare il tennista, ero anche molto portato per quello sport ma poi ho intrapreso altre strade

La prima foto che hai scattato?

Onestamente non ricordo la prima foto che ho scattato, ma ricordo benissimo la prima foto che ha ricambiato il mio amore per la fotografia: Un immagine  di un fiume che scorreva lentamente e su di esso i riflessi di alberi altissimi, era il 1989 usavo una pellicola per diapositive, ovviamente in casa mia ho un ingrandimento di quello scatto.

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché?

Non conosco nomi di fotografi famosi, diciamo che quando mi sono affacciato nel mondo della fotografia ho iniziato ad apprezzare le belle foto a prescindere da chi avesse scattato

Cosa non è per te la fotografia?

Non è fotografia la superficialità nel fare le cose, non è fotografia chi non rispetta la natura o gli animali da immortalare

Qual è la sfida di ogni scatto?

Più che una sfida è un continuo cercare di migliorarsi, raffinare tecniche, riuscire a vedere il bello che ad altri deve essere indicato

Che cos’è la curiosità?

La curiosità è osservare, osservare in modo maniacale, cercare particolari che a molti sfuggono

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?

Mi piacerebbe molto immortalare animali selvaggi, magari potessi fare un viaggio in kenia  o in zone dove vivono animali allo stato brado, ovviamente il viaggio in Africa è un sogno e quindi mi accontento di visitare l’oasi delle Cesine che si trova a pochi km da casa mia

Qual è il tuo prossimo progetto?

Un amico mi ha consigliato di realizzare un libro con i miei scatti più belli…ci sto pensando, forse lo farò

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Ho iniziato a scattare in analogico usavo molto pellicole per diapositive in particolare la velvia della fuji poi con l’arrivo del digitale sono stato qualche anno in stand bay infine nel 2010 ho acquistato la mia prima reflex digitale e sono più innamorato di prima

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Sicuramente la mancanza di tempo

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

L’esperienza  più decisiva è stata sicuramente l’amicizia con una persona appassionata di fotografia che mi stimolato a migliorarmi sempre di più

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Tanta pazienza, conoscenza di cosa si vuole fotografare e un pizzico di fortuna

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Non amo fotografare le persone

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Quando ho iniziato a fotografare rimanevo affascinato da foto notturne in b&w e pian piano sono diventate ( consentitemelo) la mia specialità

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare?

Problemi credo nessuno, una cosa mi infastidisce molto,quegli orribili cartelli stradali o cartelli pubblicitari posizionati davanti a monumenti di rara bellezza

Ci racconti un tuo aneddoto o particolare simpatico?

Una sera un fotografo fu invitato a cena da una coppia di conoscenti e mostrò loro alcune foto che aveva portato con sé. La padrona di casa, guardandole, esclamò: Bellissime!… Lei deve avere una macchina fotografica eccellente! Al che il fotografo, al momento di congedarsi dalla serata, rivolto alla padrona di casa la salutò così: Ottima cena, signora!… Lei deve avere delle pentole eccellenti. Adesso non vorrei sembrare presuntuoso ma spesso dopo aver pubblicato qualche bella foto mi è stato detto “devi avere per forza una macchina fotografica eccezionale”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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