“Racconti Fotografici” Numero 82: intervista a Manuela Tronconi

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 82° edizione , oggi intervistiamo la fotografa Manuela Tronconi, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Manuela Tronconi, sono nata 56 anni fa in un piccolo paese della Lomellina in provincia di Pavia dove sono sempre rimasta


Da piccolo cosa sognavi di fare? 

Da piccola non avevo un sogno in particolare, ma da ragazzina ho cominciato a sognare di essere un ufficiale della Marina Militare tanto che scrissi parecchie volte al ministero della difesa fino a quando mi risposero (esauriti dalle mie continue lettere, credo) che, in Italia, ancora non era previsto il servizio militare per le donne e dovetti così arrendermi.


La prima foto che hai scattato?

La mia prima foto la scattai con la reflex di mio padre che,poi,divenne di mia assoluta proprietà ed era alla mia cucciola di pastore tedesco arrivata da poco a casa. 


Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?

Non mi sono mai ispirata a fotografi in particolare, ogni foto di cui mi innamoro a prima vista è fonte di ispirazione 


Cosa non è per te la fotografia ? 

Sicuramente non è solo improvvisazione e istinto, ma anche concentrazione e studio. Non è credere di sistemare tutto con la post produzione per arrivare ad immagini che di reale non hanno più niente…lo scatto deve essere già bello in macchina.


Qual e` la sfida di ogni scatto?

La sfida è,ovviamente,quello di migliorarsi sempre…ma soprattutto poter guardare un proprio scatto e sentirsi orgogliosi di quello che si è riusciti a realizzare….poter dire “questa è l’immagine che volevo ottenere”. 


Che cos’è la curiosità?

La curiosità è la voglia continua di scoprire,è saper guardare oltre quello che gli occhi vedono,è quella cosa che non ti fa uscire di casa senza la compagnia della tua reflex. 


Chi o cosa ti piacerebbe fotografare?

Questa è una bella domanda….farei prima a dire cosa non mi piacerebbe fotografare.Essendo io un’amante sia del ritratto che del paesaggio,potrei dire che mi piacerebbe un viso che mi trasmetta una quantità di emozioni o un luogo che riesca ad incollare lo sguardo per un tempo indefinito. 


Qual e` il tuo prossimo progetto?

Non ho progetti veri e propri…diciamo che accetto tutto quello che mi emoziona giornalmente e che capita improvvisamente.Ho la sensazione che,oggi,per essere considerati,bisogna,per forza,inseguire un progetto…per me diventerebbe,quasi,una costrizione. 


Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Data la mia età ho cominciato ad appassionarmi alla fotografia nell’epoca dell’analogico e della cara vecchia pellicola.Poi vennero i filtri e me ne innamorai subito ma feci anche prestissimo a disinnamorarmi.Poi arrivò l’epoca del digitale ed ebbi un rifiuto totale verso questa bellissima arte che è la fotografia e rimasi anni senza più pensare a scattare. 


Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

La prima difficoltà che incontrai fu il costo di una buona attrezzatura digitale e decisi che bastava un buon cellulare (mi sentivo tanto la volpe che guardava l’uva con desiderio ma,non riuscendo ad arrivarci,decise che non era matura)Da poco sono riuscita a farmi un’attrezzatura decente e ho riscoperto il piacere di questa mia grande passione.Essendo assolutamente autodidatta,non ho mai frequentato corsi ne workshop,ma,convintissima che la fantasia non mi sarebbe bastata,ho cercato libri,tutorial e quant’altro rimanendo,spesso,sveglia fino a tarda notte per cercare di immagazzinare ogni nozione possibile.E così sto ancora facendo. 


Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Non ho avuto esperienze decisive nel passato.Oggi posso dire che ho provato una soddisfazione enorme nel vedere due mie foto scelte tra moltissime altre,pubblicate su di una rivista che esce sia in Italia che in Inghilterra.Essendo io solo una fotoamatrice non vi dico la felicità che ho provato. 


Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

Sicuramente un occhio sempre attento e curioso…e poi un pizzico di fortuna al momento giusto non guasta.


Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Non lavorando mai con modelle di professione ma con normalissime ragazze che non sanno assolutamente posare,cerco di farle sentire a loro agio e chiacchero con loro moltissimo durante il set ….cerco di farle sorridere e rilassare.


Cosa ha influenzato il tuo stile?

 Sinceramente non credo di avere uno stile particolare….adoro la naturalezza e la spontaneità anche nella vita e questo cerco di trasmettere sempre con i miei scatti.


Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Principalmente l’aspetto economico,a partire dall’attrezzatura fino ad arrivare alla post-produzione tutto costa carissimo.Poi il tempo…non essendo una professionista e facendo altro per sbarcare il lunario trovo difficile conciliari tempi e occasioni. 


Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Uno recentissimo….mi trovavo a Nesso (CO) …volevo assolutamente fotografare il Ponte della Civera….400 gradini in pietra disconnessi a scendere,ma non avevo considerato che fossero altrettanti a risalire e,a metà,credevo di morire e di non riuscire più ad arrivare in cima,ero completamente senza fiato e con il cuore a mille….però ne era valsa la pena!!!!

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