“Racconti Fotografici” Numero 83: intervista a Salvo Lupo

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 83° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Salvo Lupo, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Mi chiamo Salvo Lupo (foto1) nato nel 57, vivo a Lizzano in provincia di Taranto, Sposato con Angela D’elia, lavoro presso l’Arsenale Militare di Taranto come assistente alla vigilanza. Per passione fotografo quasi tutto o meglio quello che riesco a fotografare con i mezzi che ho a disposizione. Non sono tematico mi posso trovare tanto a fotografare un evento sportivo quanto a fotografare un evento religioso Org. Pietre Vive (foto 2) o teatrale   negli ultimi anni mi sono avvicinato nel campo della moda e dei ritratti in particolare. Ritengo il settore moda più creativo rispetto agli altri in quanto  prima di scattare la foto, bisogna decidere la scena, le luci, le pose la o le modelle come Federica Colasurdo (foto 3) ne consegue che la foto la senti più tue viceversa gli eventi sono fatti dagli altri, rimane solo la scelta di cosa fotografare

 

Da piccolo cosa sognavi di fare? 

mah.. sono passati tanti anni credo come tutti i bambini o quasi tutti il maestro ma poi le cose cambiano perché la vita ti cambia.
La prima foto che hai scattato?
La prima foto risale  a 40 anni fa’, quando si fotografava con le pellicole e quando per vedere i risultati bisognava aspettare lo sviluppo, molte foto venivano  buttate con i relativi soldi a volte mi regalavano un rullino di ricambio e si ricominciava. Penso di non sbagliarmi se dico che le prima foto è stata per mia nonna che la voleva per la lapide e ci teneva a sceglierla.

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perché ?
Nessuno, perché non ho il tempo di vedere le mostre fotografiche non ho il tempo di leggere i grandi della fotografia, ma credo pure che per fotografare basta ispirarsi al proprio intuito altrimenti le foto sono molto simili agli altri. (foto 4)

 

Cosa non è per te la fotografia ? 

Le foto prive di emozioni.
Qual e` la sfida di ogni scatto? 

Fotografare la felicità non è semplice non è facile ma a volte ci si riesce come quel bacio al volo…(foto 5) nel vero senso del termine.

Che cos’e` la curiosità? 

La curiosità è parte integrante della fotografia mista al coraggio fa un mix unico, appresa quotidianamente dai 12 gatti che ho al momento e messa in pratica in diverse occasioni. Se non ci fosse stata tante foto non le avrei fatte, E’ anche quel volano che ti spinge oltre le normali conoscenze senza essere necessariamente impiccioni dei fatti degli altri.
Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ? 

Il Centro e Sud America  le civiltà come i Maya e gli Aztechi nell’odierno Messico e gli Inca sulla cordigliera delle Ande.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto? 

Allestire una mostra con mie fotografie al momento ho partecipato solo a collettive e non mi sono spinto oltre.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?
Di strada ne ho percorsa tanta ho pubblicato sui social oltre 10.000 fotografie, ho vinto diversi concorsi fotografici in particolare quello città di Oria in occasione della 50° rievocazione storica di Federico II che si tiene ogni anno nel mese di Agosto.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso? 

Difficoltà nessuna, tranne quella economica perché le attrezzature costano e le foto che faccio sono per tutti gratis della serie non hanno prezzo.
Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico? 

Ie esperienze  decisive  sono tanti e tali che non li ricordo, ma si possono racchiudere nell’amore per le tradizioni per la propria terra nella ricerca delle cose dimenticate, sono momenti che ti fanno continuare a fotografare con rinnovato entusiasmo. Tante volte ho smesso di fotografare per diversi motivi ma ho sempre ripreso sino ad incontrare quella che poi è diventata un’amica leale e sincera come Federica Fanelli (Foto 6) che ha avuto il merito di farmi conoscere la città di Oria con tutti i suoi angoli nascosti intrisi di storia e cultura.

Un altra esperienza decisiva è stata l’incontro con l’associazione Terra Nostra con la quale abbiamo sviluppato diversi progetti nelle rievocazioni storiche. (foto 7)

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto? 

per vedere quello che gli altri non vedono ci vuole un pizzico di esperienza, un pizzico di fortuna per trovarsi nel punto giusto al momento giusto, una messa fuoco rapida ma soprattutto prevedere quello che sta per succedere….
Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre? 

Un rapporto speciale, possibilmente esclusivo finisco per voler bene a tutte le persone che incontro sulla mia strada in particolar modo le persone che scelgono me o che scelgo io e accettano di essere fotografate. Non riesco a fotografare bene se non conosco la persona da fotografare, E’ capitato che parlando,parlando le foto non le abbiamo fatte..più.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile? 

Nessuno, perche non mi fermo a vedere le foto degli altri ho troppo poco tempo per le mie.
Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ? 

I problemi sono sempre relativi alla luce che trovo, tendenzialmente non uso volentieri il flash perché mi toglie la luce ambiente e quindi sto sempre a lottare con i dati della macchina per evitare troppo rumore.

 

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Ma si certamente, 35 anni fa’ mi trovavo a Roma in Piazza San Pietro all’ingresso dove ci sta lo steccato, ero posizionato li perchè volevo prendere tutta la basilica di San Pietro. Affianco a me c’era un classico giapponese, non potevo non vedere che faceva dei segni con le braccia alzate verso la Basilica , incuriosito ho guardato verso la Basilica ma non si vedeva nulla di particolare se non i soliti pellegrini che salivano le scalinate per raggiungere l’ingresso della Basilica. Il Giapponese continuava a sbracciarsi sino a quando mi sono deciso a chiederli con un inglese molto approssimativo (in pratica a gesti) a chi stesse facendo quei gesti disperati. E qui la parte divertente..in pratica aveva in mano un manuale della sua macchina fotografica e aveva scambiato i tempi con i metri del soggetto da fotografare (la moglie) che l’aveva posizionata a 500 m. di distanza per farle un primo piano con dietro l’intera Basilica. Ovviamente sono riuscito a farla avvicinare e la foto l’ho fatta io ad entrambi.

 

Cosa  è per te la fotografia ? 

Tante cose messe insieme anche nella sua semplicità o nella sua realtà che cambia e cambia perché lo stesso posto che hai fotografato tempo fa’ oggi non è lo stesso e non sarà lo stesso nel futuro quello che fotografi oggi. Se non cambia, cambiano i colori, cambiano le emozioni. Ma la fotografia è anche qualcosa di te che si dona agli altri come gli altri mettendosi a nudo ti concedono qualcosa di loro, alcune antiche popolazioni quando li fotografi chinano il capo non in segno di timidezza mi diceva un amico scrittore di libri di avventura Gaetano Appeso, ma purché credono che gli rubi un po’ della loro anima. Per me è un modo per dialogare, un messaggio da condividere con gli amici anche dopo di me.

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