Lezione 34 – La prospettiva
Cambiare punto di vista per cambiare il significato di una fotografia.
Se dovessimo individuare uno degli aspetti che più distingue una fotografia amatoriale da una fotografia capace di catturare l’attenzione, probabilmente non parleremmo della nitidezza.
Nemmeno della fotocamera.
E neppure della luce.
Parleremmo della prospettiva.
Molti fotografi alle prime armi osservano una scena, portano la macchina fotografica all’altezza degli occhi e scattano.
Sempre dalla stessa posizione.
Sempre con lo stesso punto di vista.
Il risultato è una fotografia corretta.
Ma spesso prevedibile.
La prospettiva, invece, ti invita a fare qualcosa di diverso.
Ti invita a muoverti.
Ad abbassarti.
A salire.
Ad avvicinarti.
Ad allontanarti.
Perché, in fotografia, cambiare anche solo di pochi centimetri può trasformare completamente un’immagine.
Che cos’è la prospettiva?
La prospettiva è il modo in cui la posizione della fotocamera modifica il rapporto tra gli elementi presenti nella scena.
Non dipende dal soggetto.
Dipende da dove ti trovi tu.
È importante chiarire subito un concetto.
Molti pensano che sia l’obiettivo a creare la prospettiva.
In realtà è il punto di ripresa.
L’obiettivo cambia l’angolo di campo.
La prospettiva cambia quando si sposta il fotografo.
La fotografia non è soltanto ciò che vedi
Ogni persona osserva il mondo da circa un metro e sessanta o un metro e settanta di altezza.
Se fotografi sempre da quella posizione, tutte le tue immagini avranno una prospettiva molto simile.
È proprio questo il motivo per cui molte fotografie sembrano “normali”.
La fotografia diventa interessante quando scegli un punto di vista diverso da quello abituale.
Muoversi è parte della composizione
Uno degli errori più frequenti consiste nel cercare di migliorare una fotografia utilizzando uno zoom.
Lo zoom cambia l’inquadratura.
Non cambia il rapporto tra gli elementi.
Se vuoi modificare davvero la prospettiva devi fare una cosa molto più semplice.
Camminare.
Fai un passo.
Poi un altro.
Abbassati.
Spostati lateralmente.
Avvicinati al soggetto.
Solo così la fotografia inizierà a cambiare.
Fotografare dal basso
Quando la fotocamera viene posizionata molto più in basso rispetto al soggetto, quest’ultimo appare:
- più grande;
- più importante;
- più autorevole;
- più potente.
È una tecnica molto utilizzata per fotografare:
- monumenti;
- edifici;
- alberi;
- sportivi;
- ballerini;
- bambini.
Anche una persona comune può apparire molto più imponente se fotografata dal basso.
Fotografare dall’alto
Al contrario, una ripresa dall’alto tende a rendere il soggetto:
- più piccolo;
- più vulnerabile;
- più fragile;
- più isolato.
È una scelta narrativa molto forte.
Viene utilizzata spesso:
- nei reportage;
- nella fotografia di strada;
- nella fotografia concettuale;
- nella fotografia di viaggio.
Naturalmente non significa che ogni fotografia dall’alto debba trasmettere fragilità.
Come sempre, dipende dal contesto.
Abbassarsi cambia tutto
Esiste un esercizio semplicissimo.
Fotografa un fiore.
Prima in piedi.
Poi inginocchiati.
Infine porta la fotocamera quasi a livello del terreno.
Otterrai tre fotografie completamente diverse.
Lo stesso vale per:
- animali;
- bambini;
- oggetti;
- automobili.
Molto spesso la prospettiva migliore è quella che richiede di sporcarsi un po’ le ginocchia.
La prospettiva nella fotografia di ritratto
Nel ritratto la posizione della fotocamera influenza moltissimo la percezione del volto.
Generalmente è consigliabile fotografare:
- all’altezza degli occhi;
- leggermente sopra;
- leggermente sotto.
Piccole variazioni producono risultati molto differenti.
Fotografare una persona molto dall’alto può alterarne le proporzioni.
Dal basso può enfatizzare mento e narici.
Per questo motivo è importante osservare con attenzione il risultato.
Fotografare i bambini
Uno degli errori più comuni consiste nel fotografare i bambini rimanendo in piedi.
Così facendo il fotografo racconta il proprio punto di vista.
Non quello del bambino.
Abbassandoti fino alla loro altezza entrerai nel loro mondo.
Le fotografie diventeranno immediatamente più coinvolgenti.
La prospettiva nella fotografia naturalistica
Anche nella fotografia di animali vale lo stesso principio.
Un cane fotografato dall’alto appare come lo vediamo normalmente.
Lo stesso cane fotografato alla sua altezza sembra improvvisamente molto più presente.
Più vicino.
Più vivo.
Molti fotografi naturalisti lavorano praticamente sdraiati a terra.
Non è una scelta scomoda.
È una scelta narrativa.
La prospettiva nel paesaggio
Nel paesaggio la posizione della fotocamera può modificare completamente la profondità.
Abbassandoti puoi dare maggiore importanza al primo piano.
Salendo puoi evidenziare la vastità dello scenario.
Spesso basta cambiare altezza di pochi centimetri per far comparire o scomparire un elemento fondamentale.
Avvicinarsi crea coinvolgimento
Molti principianti fotografano sempre da lontano.
Poi utilizzano lo zoom.
Ma esiste una regola molto nota tra i fotografi:
“Se la fotografia non è abbastanza interessante, probabilmente non sei abbastanza vicino.”
Naturalmente non sempre è possibile.
Ma quando puoi, prova ad avvicinarti.
La fotografia diventa spesso più intensa.
Allontanarsi racconta il contesto
A volte accade il contrario.
Il soggetto da solo non basta.
Serve mostrare anche l’ambiente.
Allontanandoti puoi raccontare:
- dove si trova;
- cosa lo circonda;
- quale relazione ha con lo spazio.
È una scelta molto utilizzata nel reportage e nella fotografia di viaggio.
Le focali e la prospettiva
Vale la pena chiarire un equivoco molto diffuso.
Si sente spesso dire:
“Il grandangolo aumenta la prospettiva.”
In realtà il grandangolo ti costringe ad avvicinarti al soggetto.
È questo avvicinamento a modificare la prospettiva.
Il teleobiettivo, invece, ti obbliga ad allontanarti.
E sarà questa distanza a comprimere visivamente gli elementi.
Non è la lente a cambiare la prospettiva.
È la posizione del fotografo.
La profondità
La prospettiva è uno degli strumenti più efficaci per creare profondità.
Puoi ottenere immagini molto più tridimensionali inserendo:
- un elemento in primo piano;
- il soggetto principale;
- uno sfondo leggibile.
Questa organizzazione su più piani rende la fotografia molto più coinvolgente.
Il punto di fuga
Nella lezione precedente abbiamo parlato delle linee.
Quando molte linee convergono verso un unico punto nasce il cosiddetto punto di fuga.
La prospettiva sfrutta proprio questo principio.
Strade.
Ponti.
Corridoi.
Binari.
Tutti conducono naturalmente lo sguardo verso il fondo dell’immagine.
Sperimenta continuamente
Non fermarti alla prima inquadratura.
Realizzane diverse.
Cammina.
Ruota attorno al soggetto.
Prova posizioni insolite.
Osserva come cambiano:
- lo sfondo;
- la luce;
- le linee;
- le proporzioni;
- il messaggio.
Molte delle fotografie migliori nascono proprio dopo aver abbandonato la prima idea.
Un esercizio molto utile
Scegli un soggetto semplice.
Ad esempio una panchina.
Realizza dieci fotografie.
Ogni fotografia deve essere realizzata da una posizione completamente diversa.
Non cambiare il soggetto.
Cambia soltanto il punto di vista.
Successivamente confronta le immagini.
Ti sorprenderà quanto possano essere diverse.
Un secondo esercizio
Vai in una piazza.
Fotografa una statua.
Realizza:
- una fotografia molto dal basso;
- una all’altezza degli occhi;
- una da una posizione rialzata;
- una molto vicina;
- una molto lontana.
Osserva come cambia la percezione del soggetto.
Non è cambiata la statua.
È cambiato il tuo modo di raccontarla.
L’errore più comune
Molti fotografi si muovono pochissimo.
Cambiano obiettivo.
Cambiano zoom.
Cambiano impostazioni.
Ma rimangono sempre nello stesso punto.
La fotografia, invece, premia quasi sempre chi esplora.
Chi cerca.
Chi prova.
Chi si mette in gioco.
La prospettiva racconta il fotografo
Ogni scelta di punto di vista è anche una scelta narrativa.
Fotografare qualcuno dall’alto o dal basso non è soltanto una decisione tecnica.
È un modo diverso di raccontare quella persona.
Lo stesso soggetto può apparire forte.
Fragile.
Maestoso.
Intimo.
Tutto dipende dalla posizione che scegli.
In conclusione
La prospettiva è uno degli strumenti più potenti del linguaggio fotografico.
Permette di trasformare una scena ordinaria in un’immagine sorprendente senza cambiare attrezzatura.
Basta cambiare posizione.
Da oggi prova a non fermarti mai al primo punto di vista.
Cammina.
Osserva.
Abbassati.
Sali.
Sperimenta.
Perché la fotografia non nasce soltanto davanti ai tuoi occhi.
Nasce nel punto esatto in cui decidi di guardare il mondo da una prospettiva diversa.



