“Racconti Fotografici” Numero 140: intervista a Stefano Caruso

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 140° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Stefano Caruso, buona lettura.

 

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Salve sono Stefano Caruso , amo la fotografia in tutte le sue forme , dal Teatro alla moda , dallo Street , dai matrimoni ( anche se mi procura stress fare matrimoni ) ma sopratutto la fotografia per me deve essere divertimento .

 

La prima foto che hai scattato?

Una panchina … amavo la solitudine e i parchi sono stati i primi soggetti ritratti

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

Helmut Newton e Mapplethorpe , il primo per la trasgressione e la nuova visione delle donne nella fotografia , il secondo per il genio in cui trattava la luce sui corpi .

Cosa non è per te la fotografia ?

Il sensazionalismo per forza , il nudo per strappare qualche like sui social , l’uso della post produzione artificiosa. 30 anni fa , sviluppavamo le fotografie con un ingranditore e le mani creavano la luce , si disegnava letteralmente la fotografia bruciando e schermando … quella era magia. Oggi è bellissimo sfruttare i nuovi aiuti , avere la possibilità di scattare , sbagliare , provare, è meraviglioso .

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Tornare a casa e dire a se stessi “ avrei potuto fare meglio “ ci riesco difficilmente . Ogni volta che finisco uno shooting mi dico sempre “ la prossima volta…”

 

Che cos’e` la curiosita`?

Trovare nuove prospettive, scoprire cosa c’è dietro quel qualcosa che si è visto sempre distrattamente , a volte anche violare . Sempre con rispetto .

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Il teatro è la mia sfida più grande . Il corpo delle donne quella più difficile . Mi piacere affrontare il nudo , ma ho paura di tirare fuori cose volgari .

 

Qual e` il tuo prossimo progetto?

Gli Angeli Metropolitani , un progetto nato da tanto tempo in musica diventato poi fotografia. Vorrei farne una mostra .

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Frammentate , dai matrimoni sono passato ai book fotografici , al teatro . Si parte dagli amici e poi per caso si passa ad aiutare un fotografo a fare matrimoni , ma quello era 30 anni fa , era difficile farsi conoscere , oggi con i social ci si mette qualche mese.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Trovare una tecnica , un linguaggio che in fondo ancora sto cercando . Una cosa che mi ha sempre ostacolato ma in fondo spinto a cercare l’oggetto giusto , è il feeling con la macchina fotografica giusta , non quella ipertecnologica , ma quella che ti ispira .

 

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

I matrimoni , ambito fotografico molto discusso , però mi hanno insegnato un po tutto , quando scatti un matrimonio è come se tu fossi a teatro , facessi scatti di moda , street , paesaggio … è una grande palestra che tutti denigrano . A me crea stress rischiare di perdere l’attimo giusto e quindi li ho lasciati andare. Oggi preferisco avere una modella davanti e parlarci .

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto?

La pazienza immagino sia la risposta più scontata. Aggiungo il tempismo e il prevedere quando … l’istinto mi ha sempre guidato più della tecnica

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Amicizia , contatto , scherzo , familiarità

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

La luce che guardo tutti i giorni , il fatto che mentre parlo con le persone scatto mille foto con gli occhi . A volte mi scopro a fissare gente qualsiasi che mi ricambia con lo sguardo minaccioso pensando chissà cosa , invece sto solo scattando foto in silenzio con gli occhi .

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Le eccessive possibilità nelle macchine di oggi , troppe scelte , troppi tasti , per questo ultimamente mi sono spostato su Fuji , anche se non FF però ho ritrovato le ghiere . Accendere la macchina avendo impostato prima la stessa tramite le ghiere, è impagabile .

 

Ci racconti un tuo aneddoto particolare o simpatico?

Matrimoni … un manicomio a volte. Una volta stavo fotografando una sposa nei classici scatti pre matrimonio , all’improvviso mi dice che vuole fare degli scatti particolari , si inizia a spogliare … io ero giovane molto giovane e le risposi “ ma suo marito lo sa ?” Lei mi guardo con malizia e mi disse “ non lo deve mica sapere “ Smontai tutto e me ne andai con quello che avevo già fatto . La sposa ci rimase male e mi guardo incavolata tutto il matrimonio .

 

Pagina Personale:

https://www.facebook.com/S.Carusofoto/

 

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