“Racconti Fotografici” Numero 158: intervista ad Americo Arcucci

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 158° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Americo Arcucci, buona lettura.

Ti puoi presentare per gli amici che ancora non ti conoscono ?

Sono nato a Sorrento ma vivo a Capri da sempre.

Nella vita lavoro sugli yacht e da circa 10 anni mi sono appassionato alla fotografia: adoro la Fotografia di Reportage e la StreetPhotography ma non disdegno la fotografia paesaggistica. La mia passione nacque quando, a circa 10 anni, ebbi tra le mani una rollieflex: pur non avendo mai inserito un rullino al suo interno, iniziò a regalarmi emozioni uniche ogni singola volta che guardavo attraverso il suo mirino.

 

Da piccolo cosa sognavi di fare?

Non ricordo bene il mio sogno nel cassetto da piccolo anche perché  si cambia idea molto facilmente, ma quello che ricordo bene, è che mio padre insieme a degli amici avevano la passione per la fotografia subacquea, e io mi incantavo quando proiettavano le diapositive con gli ultimi scatti fatti, forse in quei momenti, inconsciamente iniziava a crescere in me la passione per la fotografia.

 

La prima foto che hai scattato?

Penso che sia impossibile ricordare la mia prima foto, però ricordo quelle fatte nelle varie gite scolastiche, quando frequentavo le scuole medie, mi regalarono una Agfamatic Pocket, e ancora oggi conservo tante di quelle foto.

 

Quali sono i fotografi a cui ti ispiri e perchè ?

 Ho sempre seguito il mio istinto, a volte ignorando quelle che sono le regole più usate nella fotografia, cercando sempre di scattare una foto unica e irripetibile, cosi ho capito che la Street Photography e i Reportage erano i generi che più mi appagavano. Ho iniziato a documentarmi su quei generi e sui famosi fotografi come Steve McCurry, Henry Cartier-Bresson o Vivian Maier, ma senza cercare di emulare le loro tecniche, composizioni o altro, perché penso che la fotografia e un mezzo per trasmettere le emozioni che prova il fotografo, quindi non si possono copiare emozioni altrui.

 

Cosa non è per te la fotografia ?

Non è fotografia se lo scatto non ha una sua personalità. Purtroppo oggi giorno si tende sempre a guardare le foto che hanno ricevuto maggior numero di LIKE che girano in rete tra gruppi fotografici, instagram  e altri social, e cercare di rifarle quasi identiche, perché si ha paura di ricevere critiche negative con le proprie fotografie, perché si pensa che molti like vuol dire essere bravi fotografi. Anche io uso i Social e penso che non è importante il numero, ma la qualità dei Like o delle critiche,  ma è sbagliato pensare che l’arte fotografica si limiti a quelle “quattro” foto che si vedono sui social, bisogna allargare i propri orizzonti per diventare un vero fotografo.

 

Qual e` la sfida di ogni scatto?

Quando scatto una foto cerco di trasmettere le emozioni che provo quell’istante prima di premere il pulsante di scatto, quando dal mirino della mia macchina fotografica compongo la mia foto, ho sempre pensato che è quella la sfida più grande per chi ha la passione per la fotografia, una foto senza emozioni rimarrà solo un’immagine come tante che verrà dimentica poco in poco tempo.

 

Che cos’e` la curiosita`?

Penso che la curiosità sia alla base della fotografia, esplorare luoghi e conoscere culture diverse aprono la mente a nuovi modi di guardare il mondo, ed è fondamentale per riuscire a capire quando e dove si potrebbe scattare una grande fotografia.

 

Chi o cosa ti piacerebbe fotografare ?

Questa è una domanda difficile da rispondere perché non ho un soggetto in particolare da vuole fotografare, diciamo che mi impegno per trovarne diversi, il mondo è pieno di soggetti unici e spettacolari.

 

Qual e` il tuo prossimo progetto? 

Per 2020 ho in cantiere un libro fotografico sull’isola di Capri è una serie di workshop fotografici, un progetto che è partito già a novembre scorso con il primo workshop di street photography a Londra, in collaborazione con altri fotografi, e con risultati davvero straordinari, dove ho visto emergere tra i partecipanti tantissime idee creative, che hanno dato modo di realizzare stupende fotografie.

 

Quali tappe hai attraversato per diventare il fotografo che sei oggi?

Sicuramente la fotografia è composta anche da tecniche che bisogna studiare, ma sono tappe non diverse da qualsiasi altro hobby o lavoro. La cosa che non deve mancare mai è l’umiltà, nella vita non si smette mai di imparare cose nuove e la fotografia è un mondo davvero vasto.

 

Che difficoltà hai incontrato lungo il tuo percorso?

Le difficoltà sono in qualsiasi passione a cui ci si vuole dedicare, l’importate è impegnarsi al massimo, e non farsi scoraggiare dalle prime difficolta che si incontrano sulla propria strada, la fotografia è un’arte e quindi soggetta a molte critiche, che a volte posso scoraggiare, ma è in quel momento che bisogna andare avanti senza perdere di vista il propio obiettivo.

 

Quali esperienze decisive hai avuto nell’ambito fotografico?

Non ho esperienze decisive in particolare da raccontare, perché penso che ogni giorno, ogni singolo scatto è un passo avanti nella crescita in questa arte, tante singole esperienze che aiutano a crescere nella vita e professionalmente.

 

Che cosa è necessario per poter cogliere l’attimo giusto? 

L’attimo giusto nelle mie foto è una cosa davvero importante, la street photography o i reportage fotografici in giro per il mondo hanno come base propio cogliere l’attimo, quell’attimo unico che se perso non potrà mai essere recuperato, ecco l’emozione che si prova quando scattando si è sicuri di averlo congelato nel tempo.

 

Che rapporto cerchi di instaurare con le persone/soggetti che vuoi ritrarre?

Sicuramente cerco sempre di instaurare un rapporto di fiducia e di simpatia, cosa fondamentale, specialmente quando mi trovo in posti nel mondo dove veniamo guardati con diffidenza, e una macchina fotografica in mano non aiuta. Bisogna sempre rispettare le persone specialmente quando si decide di condividere una loro fotografia, ed essere pronti a rinunciare a scattare per rispetto, quella che potrebbe essere anche  la fotografia della nostra vita.

 

Cosa ha influenzato il tuo stile?

Credo che ogni fotografo, amatoriale o professionista, sviluppi un proprio stile, la fotografia è un’arte è come tale è soggetta ai propri gusti. Lo stile è una cosa fondamentale, perché è importante lasciare la propria impronta nelle fotografie ed è un modo per emergere, per fare la differenza da altri fotografi.

 

Quali sono i problemi che riscontri oggi nel fotografare ?

Oggi la fotografia è tanto diffusa, non solo grazie ai possessori di macchine fotografiche professionali, ma anche da chi usa il solo smartphone di ultima generazione, i social sono fiumi di immagini, da qualsiasi angolo del mondo, quindi scattare fotografie diverse e originali che possano fare la differenza è davvero difficile, ma c’è anche il lato positivo, cioè che si è spinti a impegnarsi al massimo.

 

Instagram: americo_arcucci

Facebook:  https://www.facebook.com/americoarcucciphotographer

Getty: Americo Arcucci

 

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