“Racconti Fotografici” Numero 74: intervista a Salvatore Centorrino

Bentornati a “Racconti Fotografici” eccoci alla 74° edizione , oggi intervistiamo il fotografo Salvatore Centorrino, buona lettura.

Sono uno studente autodidatta, che ha iniziato circa 10 anni fa montando video per un’associazione culturale, l’ARCI di Trapani, dove ho iniziato a cimentarmi nelle riprese, alle presentazioni libri nelle varie sedi storiche culturali,  e nei cortei di protesta dei lavoratori che scioperavano per i loro diritti negati.
La Presidente del circolo in questione, è anche la titolare di uno studio fotografico trapanese che si chiama IMAGO comunicazioni visive, con la quale ho avuto la fortuna di collaborare nella  realizzazione di piccoli video/spot/pubblicitari, recite scolastiche, convegni, in video/editing tramite programmi come Adobe Premiere e/o EDIUS.
Ho partecipato ai vari corsi di fotografia della titolare, “Giovanna Vacirca”, diplomata ISFAV nel 1996. La passione ha presto preso il sopravvento e l’interesse per migliorarmi, sempre di più, anche nella fotografia.
Ho avuto modo e la fortuna di conoscere anche il professore di fotografia di Giovanna dell’ISFAV di Padova “Gastone Scarabello (fotografia ed arti visive), che ho spesso accompagnato in giro in Sicilia, per fotografare
vecchie fabbriche chiuse, tonnare, per i suoi scatti di architettura col banco ottico, che mi ha consigliato e spesso chiarito molti dubbi.
Sono un foto-amatore, non un fotografo professionista, anche se nutro una vera passione.
I primi scatti ricordo di averli fatti con una compatta Canon che portavo spesso con me per realizzare reportage sociali: cito ad es. l’esperienza nel trapanese delle varie campagne ecologiste dei rifiuti urbani, e quella del “Campo di Solidarietà Ciao Ousmane”, dei braccianti agricoli immigrati, impegnati nella raccolta delle olive a Campobello di Mazara.
Penso che oggi la fotografia possa essere un hobby realizzabile anche se ha un costo. In realtà faccio di tutto per potermi permettere gli obiettivi necessari per soddisfare le mie esigenze, non disdegno anche di sperimentare ed anche sbagliando, non mi arrendo facilmente perchè sono una personalità abbastanza esigente.
Adoro i reportage ed i primi piani dove è evidente la spontaneità dei soggetti. Infatti mal digerisco quei fotografi che dirigono le pose in modo eccessivo; prediligo instaurare con i miei soggetti una certa confidenza che mi permetta di ridere, scherzare, preferisco metterli a loro agio, così il lavoro è anche più bello, invogliante e coinvolgente.
I miei prossimi progetti sono l’avifauna perchè adoro gli animali: posseggo in comproprietà con Giovanna infatti, un Black Labrador Retriever dal nome Barile, spesso ritratto dietro la sua supervisione, anche in sala posa, in studio.
Perciò spero di riuscire di potermi permettere al più presto un teleobiettivo abbastanza lungo e luminoso da montare sulla mia personale Canon 7DII, con la quale immortalare la bellezza degli animali nel loro habitat naturale, per magari appenderlo in casa mia, nel mio studiolo, perchè sono convinto che quando sei tu l’autore di ciò che hai in casa, se meritevole, ci provi più gusto.
L’unica cosa che mi disturba, in chi fa reportage, è l’invadenza che sa di poco rispettoso e le fotografie iper-elaborate in post-produzione, pur rispettando le varie correnti pubblicitarie odierne, probabilmente per ciò che mi è stato insegnato dalle persone già citate in precedenza.

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