Ritratto di bambino dal basso: la prospettiva di Gennaro Marano
11 novembre 2019 – Gennaro Marano – TOP SELECTION
Miniature Allegate
Author: Gennaro Marano
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Analisi dalla Redazione
Le gambe del bambino, dilatate dalla prospettiva ravvicinata, occupano il primo piano e costruiscono una traiettoria visiva immediata: dai piedi lo sguardo risale lungo i jeans fino al volto, piccolo ma chiaramente centrale. È una scelta efficace perché introduce ironia e restituisce la scala del soggetto attraverso un punto di vista quasi rasoterra, più vicino alla sua esperienza che a quella dell’osservatore adulto. La deformazione grandangolare, però, è molto marcata: i piedi diventano quasi autonomi rispetto al corpo e rischiano di competere con l’espressione, che dovrebbe costituire il vero centro narrativo.
La luce è morbida e direzionale, probabilmente filtrata dall’ambiente interno. Il volto emerge dalle zone scure del divano, ma con una separazione non del tutto risolta: lo sfondo e il tessuto assorbono parte del contrasto, mentre alcune aree scure ai bordi chiudono l’immagine in modo forse eccessivo. Il trattamento cromatico, dominato da bruni, ocra e neri, crea un’atmosfera raccolta e materica; tuttavia la dominante calda appare intensa e uniforma pelle, tessuti e parete, riducendo la varietà tonale. Un bilanciamento leggermente più neutro sul volto avrebbe preservato meglio l’incarnato senza sacrificare il carattere dell’ambiente.
Il momento dello scatto funziona per la frontalità dello sguardo, sospeso tra curiosità e lieve disorientamento. La comunicazione è immediata, ma dipende molto dalla posa: il gesto appare costruito e non racconta un’azione precisa. Sarebbe utile provare due alternative: arretrare appena per contenere la distorsione, oppure accentuarla consapevolmente includendo più spazio attorno al bambino. Anche un piccolo recupero di luce negli occhi renderebbe il ritratto più leggibile e meno cupo.